MICROALGHE biocarburanti di 4a generazione e sapere antico per nutrire il futuro

Sono quattro le emergenze che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi decenni: fame, carenza d’acqua, cambiamento climatico globale e esaurimento dei combustibili fossili. A centocinquant’anni dalla scoperta del petrolio, le agenzie internazionali per l’energia segnalano che nel prossimo decennio la produzione di petrolio non riuscirà a tenere testa alla domanda creando non sottovalutabili ulteriori squilibri sui prezzi. Ormai le emissioni di anidride carbonica sono sotto processo per attentato alla sopravvivenza della specie, ma un aiuto può venire dalle colture massive di microalghe. Le biotecnologie fotosintetiche con nuovi enzimi, microalghe e batteri, stanno creando le basi per risolvere nel medio periodo la subalternità del nostro pianeta dall’era carbodipendente.

In natura microalghe e cianobatteri sono il primo anello della catena alimentare, infatti, sono produttori primari nelle acque, entrano in molte simbiosi, colonizzano rocce, suoli desertici, ghiacci polari ed alpini e sono presenti nel suolo agrario e forestale. Le microalghe, compresi i cianobatteri sono direttamente responsabili di poco meno del 50% della fotosintesi sulla terra. I primi studi sulle colture algali in laboratorio, determinanti per la comprensione dei meccanismi alla base della fotosintesi ossigenica, risalgono agli inizi dello scorso secolo. Da questi studi hanno preso spunto le prime ricerche di carattere applicativo sulle microalghe, in particolare sulle colture massive di Chlorella e Scenedesmus, in Giappone, Germania e Stati Uniti. Dalle alghe possono essere estratte molecole ad alto valore aggiunto come acidi grassi, pigmenti e isotopi biochimici stabili. Alcuni metaboliti possiedono attività farmacologiche, anticolesterolo, antitumorale, antibatterico e antimicotico.

Oltre che per il consumo umano vengono impiegate come alimentazione per acquicoltura. Un altro interessante campo di applicazione è quello del trattamento delle acque grazie alla loro capacità di sequestrare, rimuovere o trasformare inquinanti come azoto e fosforo, metalli pesanti dalle acque reflue, la CO2 e gli NOx dai gas di combustione

 

MICROALGHE biocarburanti di 4a generazione e sapere antico per nutrire il futuro

Le microalghe rappresentano una fonte ad alto potenziale per la produzione di biocarburanti di terza generazione. Tuttavia, ci sono ancora numerose questioni di tipo economico, energetico e ambientale che devono essere opportunamente considerate

Negli ultimi anni lo sviluppo di fonti di energia alternative alle fonti fossili è diventato un problema di scala mondiale. Il ridursi delle riserve di petrolio ha portato ad un aumento dei prezzi su tutto il mercato internazionale. La dipendenza dalle fonti fossili può essere superata solo incentivando lo sviluppo di tecnologie alternative per la produzione di energia. La produzione di biocarburanti, ad esempio, è già arrivata alla seconda generazione ed ora si parla di sviluppare una terza generazione che produca energia a partire da microalghe.
Le microalghe sono organismi che si riproducono con un meccanismo fotosintetico. La loro fonte principale di energia è la luce solare, ampiamente disponibile in modo gratuito. Hanno diversi vantaggi rispetto ad altre fonti di bioenergia tra i quali il principale è la minor richiesta di superficie per la coltivazione. Le coltivazioni di cereali dedicate alla produzione di biocarburanti sono state accusate di aver causato l‘aumento dei prezzi del pane, ma non ci sono stime chiare e definitive dato che il mercato è caratterizzato da speculazioni notevoli. Questo ha portato la comunità internazionale a interrogarsi sul vantaggio di destinare grandi fette di terreno alla produzione di bioenergia quando gran parte della popolazione mondiale fatica a procurarsi il grano per cibarsi. Le microalghe permettono di risolvere questo conflitto poiché non vanno in concorrenza con il terreno dedicato alla produzione di nutritivi.
Ad oggi, tuttavia, la tecnologia per la produzione di energia dalle microalghe non è diffusa su scala industriale. Ci sono ancora tanti punti irrisolti che devono essere superati. Ad esempio le tecnologie per la crescita delle alghe più promettenti sono i bioreattori chiusi, i quali però non sono ancora competitivi economicamente. Inoltre se si considera la sostenibilità del processo, in termini di efficienza energetica, emissione di gas serra e consumo di risorse idriche, la produzione di energia da microalghe presenta ancora delle problematicità.

 

Eni microalghe Presentazione-Carlo-Perego aprile 2016

 

 

Algfuel rapporto specie

 

 

 

 


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