ACQUA ORO BLU

 “Dalla terra nasce l’acqua,
dall’acqua nasce l’anima.
Fiume, mare, lago, stagno, ghiaccio
dolce, salata, salmastra,
piacere e paura, nemica e amica,
confine e infinito,
principio e fine”

Eraclito – V secolo a.C.

 

 

Biotecnologie di sistemi acquatici complessi: riutilizzo dei nutrienti delle acque reflue trattate nella coltivazione all’ aperto di microalghe a scopi bio-energetici

Nei prossimi 30 anni, causa fertilizzanti e acque reflue, è previsto un aumento del 10-20% dell’apporto globale di Nitrati all’ecosistema, continuando il trend registrato nel periodo 1970-1995 (+29%)

Le comuni tecnologie per rimuovere nitrati e fosfati dal refluo sono costose e richiedono:

  • Quantità significativa di energia e chimica
  • Procedimenti complessi
  • La rimozione di fanghi prodotti dal sistema

 

 

 

Come migliorare la riduzione (rimozione) di azoto e fosforo in modo ecosostenibile?

Tecnologie ecocompatibili per il trattamento dei reflui
Biorisanamento
Fitodepurazione (tecnica conosciuta e utilizzata nell’antica Grecia e nella Roma imperiale – la cloaca massima)
Utilizzare acque reflue trattate quale terreno di crescita di microalghe da trasformare in “filtro biologico” per eliminare totalmente nitrati e fosfati.
La biomassa algale prodotta può essere sfruttata per energia (biogas e combustibili), per agricoltura (concimi e ammendanti), per prodotti farmaceutici, cosmetica e altri prodotti chimici di valore.

La sfida futura ridurre i “costi” (non solo economici) di produzione delle alghe. Per produrre microalghe sono necessari:

  • Impiego di acque reflue
  • Realizzazione di processi industriali che rendano economicamente realizzabile ilsequestro e la riconversione in biomassa algale della CO2 (fotobioreattori)

Urge rendere competitivi i costi di produzione algale riducendo gli input (Nutrienti/CO2), migliorando l’efficienza. Attualmente le microalghe sono “allevate” per ottenere prodotti chimici di elevato valore commerciale:
Astaxantina 2500 $/kg
b-carotene 500 $/kg
Integratori 20-100 $/kg
ma non biodiesel a……….. 2 $/L

1 kg biomassa algale (30% bio-carburante) richiede

0,1 kg di N (fertilizzanti)
1 kwh di energia
1 kg di bio olio (~3 kg biomassa; 3 kWh)
genera
1,136 litri di biodiesel la cui energia è 9,2 kwh/L

L’inserimento della coltivazione algale nel processo di depurazione esalta le peculiarità delle microalghe:

1 – maggiore efficienza in termini di produttività rispetto al petrolio
2 – bassa superficie richiesta; possibilità di utilizzare aree non produttive
3 – uso di acqua non potabile, aiuto nel trattamento dei reflui
4 – produzione di combustibile accoppiato con il sequestro della CO2.

 

Come le Alghe Possono Risolvere il Problema dei Nitrati: Produzione di Alghe …per Biocarburanti ma non solO…

La pratica della fertilizzazione dei terreni agricoli, effettuata attraverso lo spandimento degli effluenti provenienti dalle aziende zootecniche e delle piccole aziende agroalimentari, è oggetto di una specifica regolamentazione volta a salvaguardare le acque sotterranee e superficiali dall’inquinamento causato, in primo luogo, dai nitrati presenti nei reflui. La direttiva comunitaria 91/676/CEE ha dettato i principi fondamentali a cui si è uniformata la successiva normativa nazionale, ovverosia il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 e il decreto ministeriale 7 aprile 2006. L’Italia naturalmente è in grande ritardo. Infatti siamo in procedura di infrazione.

L’interesse ad utilizzare microrganismi fotosintetici risiede nella possibilità di ridurre i costi energetici della depurazione grazie allo sfruttamento dell’energia solare nel processo di fotosintesi microbica, il recupero della sostanza organica e dei macronutrienti contenuti nelle acque di scarico e la produzione di biomasse ad elevato contenuto lipidico e proteico utilizzabili per la produzione di biogas, biodiesel e bioidrogeno. I microrganismi fotosintetici si differenziano in due gruppi: batteri rossi e verdi in grado di svolgere la fotosintesi anossigenica in presenza di donatori di elettroni quali composti ridotti dello zolfo e composti organici e ciano batteri – o alghe verdi – azzurre – che svolgono la fotosintesi ossigenica con liberazione di ossigeno dalle molecole d’acqua.

Oramai è noto che questa è la via per trattare i nitrati. Dopo la puntata di Report dedicata proprio ai nitrati, abbiamo più richieste che offerta. Il progetto si chiama NITRO e prevede la realizzazione di sistemi microbici in grado di utilizzare la fotosintesi clorofilliana – aerobica e anaerobica – per la rimozione della frazione organica solubile (BOD) e macronutrienti come i nitrati che – per i microrganismi autotrofi – rappresentano la principale fonte azotata di accrescimento cellulare.

I batteri rossi riescono a metabolizzare quantità di sostanza organica (1500 -2500 ppm BOD) disciolta in reflui agro – industriali e zootecnici con efficienza superiore al 90% mentre i ciano batteri possono efficacemente rimuovere macronutrienti quali azoto e fosforo da acque reflue a valle di impianti di trattamento biologico (es. digestori anaerobici ) in un processo che porta alla produzione di biomasse in grado – tra l’altro – di assorbire 2,5 kg di CO2 / kg di biomassa microbica prodotta.

Le biomasse prodotte possono venire successivamente utilizzate in un processo di digestione anaerobica e/o – previa estrazione della componente lipidica – portare alla produzione di esteri metilici (biodiesel) o nel caso dei batteri rossi anaerobici, trasformare un’ elevata frazione della sostanza organica disciolta in idrogeno molecolare.

 

 

 

Risultato immagine per depurazione acqua microalghe

 

Relazione_ARPA_Puglia
Fotobioreattori a microalghe per la depurazione di acque di scarico civili

FITODEPURAZIONE
Tecnologie ecocompatibili per il trattamento dei reflui
SISTEMI DI DEPURAZIONE NATURALI
FITODEPURAZIONE
Tecnica di trattamento dei reflui
con l’impiego di alghe e piante superiori
Ricostruzione habitat naturale
in ambiente controllato
MAGGIORE EFFICACIA RIMOZIONE INQUINANTI

Sistemi esistenti in commercio
INDOOR
• Grandi sacche in polietilene
• Impianti con elementi piani o tubolari
• Utilizzo luce artificiale

OUTDOOR
• Vasche all’aria aperta
• Sottili pannelli o tubi disposti orizzontalmente
• Utilizzo luce solare

è un fotobioreattore dove specifiche microalghe (microrganismi fotosintentici) si nutrono in ambiente controllato di nutrienti (nitrati e fosfati), materiali organici ed altri elementi difficili da estrarre dall‘acqua usando la luce solare.

• Trattamento e riutilizzo delle acque
reflue
• Bio-rimediazione delle falde
acquifere
• Trattamento percolato
• Produzione di microalghe
(Biomasse ed energia)
• Rimozione di metalli pesanti
• Cattura del carbonio
• E tante altre…

La fitodepurazione è un sistema di depurazione avanzata dell’acqua (secondario parziale e stadio terziario avanzato) oltre i limiti imposti dalla legge sulla depurazione.
Nutrendosi di residui organici presenti nell’acqua che verrebbe scaricata in corsi d’acqua o in mare, il sistema, infatti, industrializza l’eutrofizzazione.
La produzione di alghe, nei tubi, evita l’eutrofizzazione delle acque, perché le alghe le produce a monte. Le microalghe prodotte (biomasse) possono essere utilizzate per generare energia elettrica (trasformate in biogas) e/o fertilizzanti.

Le microalghe, all’interno del sistema controllato, crescono circa 300 volte più velocemente delle piante terrestri. Il sistema è dunque un impianto solare ad altissima efficienza nell’immagazzinare energia dalla luce solare. Con la loro trasformazione in biogas (piuttosto che in biodiesel) le microalghe possono dirsi fonte di metano verde, questo viene a sua volta trasformato in energia elettrica.
Questo è un sistema di accumulo di energia solare in biomasse (materiale organico), più ricco in energia dei fanghi di depurazione usati già per la produzione di biogas.
Le microalghe si nutrono anche di anidride carbonica (CO2), e producono ossigeno. Il sistema permette la cattura del CO2 prodotta dalla combustione del metano durante la generazione elettrica. Questa anidride carbonica viene reintrodotta  (incrementando la produzione di biomasse) creando così un sistema chiuso a zero emissioni.
Utilizzare questo sistema equivale al piantare alberi, o meglio è un bosco artificiale.

Operiamo nel settore della depurazione acque e delle energie rinnovabili con sistemi innovativi di utilizzo controllato delle microalghe. Progettiamo e realizziamo impianti nuovi e/o integrati a quelli già esistenti per aumentare sia la capacità della depurazione sia l’efficienza della produzione di energia, anche fino al 70%.
Con i nostri progetti di filiera siamo in grado di progettare/fornire impianti a ciclo attivo con particolare attenzione alla salvaguardia del ambiente. In sintesi depuriamo l’acqua, produciamo ossigeno, catturiamo l’anidride carbonica, produciamo microalghe (biomasse), che trasformiamo in biogas per la produzione di energia.

STC Water Division

STC ha una pluriennale esperienza nella progettazione e realizzazione di sistemi per la depurazione di acqua. Grazie alle sue conoscenze interdisciplinari, STC è in grado di offrire soluzioni tailor-made attraverso l’integrazione di tecnologie tradizionali e tecnologie innovative. STC è in grado di fornire soluzioni che comprendono svariate operazioni unitarie quali impianti di trattamento chimico-fisico, impianti di separazione e sedimentazione di solidi sospesi, impianti di filtrazione, impianti a membrana (Ultrafiltrazione, Nanofiltrazione, Osmosi Inversa, Elettrodialisi), impianti di evaporazione e cristallizazzione.

Impianti a resine chelanti per metalli pesanti

La rimozione dei metalli pesanti dai reflui è una delle azioni preliminari a cui vengono sottoposti gli stessi prima di essere convogliati alla depurazione. In questa applicazione si mira sempre più al recupero di metalli di interesse dai reflui per il valore intrinseco che ne deriverebbe dal loro riutilizzo.

Gli impianti e la modalità operativa sono uguali agli impianti con resine a scambio ionico.

La separazione dal refluo si può attuare con resine a scambio ionico tradizionali o con resine chelanti.

Queste ultime si comportano come resine cationiche forti, con la grossa differenza di riuscire a catturare selettivamente cationi di metalli pesanti, grazie alla presenza di gruppi funzionali solfonici o carbossilici. La proprietà chelante generalmente viene svolta dalla presenza di EDTA nella forma di sale bisodico sulla resina, che scambia il suo idrogenione con il metallo da rimuovere.

Cationi ad alto impatto ambientale, che generalmente è possibile rimuovere con questo tipo di resine, sono Cu++, Ni++, Cd++, Zn++ e Pb++.

Impianti di osmosi inversa

L'”acqua pura” ha un gusto gradevole, è buona e non contiene sostanze organiche o inorganiche in concentrazioni nocive, pericolose per la salute o indesiderate. “Depurare” l’acqua significa eliminare queste particelle e sostanze. La “depurazione” tradizionale si basa infatti sul filtraggio delle impurità. L’osmosi inversa costituisce un ulteriore passo in avanti nella capacità di filtraggio, perché consente di separare anche particelle e molecole di grandezza infinitesimale. La tecnica consiste nel convogliare l’acqua con una opportuna pressione, in un modulo di membrane a spirale avvolta, la quale grazie alle sue caratteristiche, provvederà a dividerla in due flussi, uno permeato di acqua pura e uno concentrato, che contiene tutte le sostanze separate in precedenza.

 

 

 

 

In natura, per esempio nel corpo umano, l’acqua viene assorbita dalle cellule mediante osmosi. Le pareti cellulari costituiscono una membrana osmotica naturale che separa le impurità dall’acqua. La tecnica di “depurazione” denominata osmosi inversa filtra l’acqua ad alta pressione attraverso una membrana sintetica semipermeabile. L’acqua risulta “pura” in uscita (permeato). Poiché la membrana è permeabile soltanto all’acqua, le sostanze inquinanti con molecole di dimensioni appena superiori a quelle dell’H2O non riescono ad attraversarla e vengono concentrate nel retentato. L’osmosi inversa presenta l’importante vantaggio di non richiedere prodotti chimici per il trattamento dell’acqua.

Impianti di nanofiltrazione

La Nanofiltrazione è una tecnologia ampiamente affermata e consolidata per la purificazione dell’acqua e consiste nella separazione, tramite membrane semipermeabili, di materiali sospesi e specie saline ad alto peso molecolare, disciolte dall’acqua da trattare.

Oggi, la nanofiltrazione è principalmente applicata nelle fasi del processo di purificazione dell’acqua potabile, come rimozione delle microsostanze inquinanti, addolcimento dell’acqua e decolorazione.

Durante i processi industriali la nanofiltrazione è applicata per la rimozione di componenti specifici, quali gli agenti coloranti.

 

 

 

La nanofiltrazione è un processo che permette la concentrazione delle sostanze organiche, quali le microsostanze inquinanti e gli ioni multivalenti, basata sulla dimensione delle specie molecolari presenti nel fluido da trattare. Questa separazione si ottiene grazie alla pressione imposta al fluido, che forza il passaggio attraverso le membrane, delle molecole più piccole finché riesce a vincere la pressione osmotica caratteristica del retentato.
Le membrane di nanofiltrazione hanno una moderata ritenzione dei sali univalenti.

 

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AUSTEP si propone alle aziende che intendono migliorare il ciclo delle acque dei propri processi industriali, diminuendo gli oneri di gestione e sviluppando tecnologie compatibili con le più esigenti richieste di qualità di produzione.

AUSTEP mette a disposizione il proprio know-how per la riduzione dei rifiuti liquidi da smaltire all’esterno e dei fanghi biologici di supero, con il doppio beneficio di migliorare gli standard ambientali ed incrementare la competitività dell’azienda, grazie ai minori costi.

AUSTEP opera per gli operatori dei settori industriali:

  • chimico
  • farmaceutico
  • cartario
  • alimentare
  • tessile
  • conciario
  • agro-zootecnico
  • petrolchimico

I trattamenti chimico/fisici si applicano a una vasta tipologia di acque reflue, sia civili che industriali.
L’obiettivo del trattamento chimico/fisico è di rimuovere inquinanti presenti in forma sospesa e colloidale, quali solidi sospesi, grassi ed emulsioni, metalli e molecole organiche e inorganiche di varia natura.

Il trattamento chimico/fisico prevede una coagulazione con l’impiego di un coagulante (normalmente con base ferro o  alluminio), una flocculazione, con l’impiego di un polimero (anionico o cationico) e la separazione del fango chimico dalle acque depurate, che può avvenire per sedimentazione o flottazione.

AUSTEP dispone di un proprio laboratorio specializzato per l’esecuzione di Jar Test, necessari per la messa a punto del processo chimico/fisico ed è in grado di fornire garanzie di qualità per l’effluente.
L’esperienza acquisita in molteplici applicazioni ci consente di individuare rapidamente il processo più idoneo alla rimozione degli inquinanti presenti e a fornire in tempi rapidi schemi e valutazioni economiche del trattamento.

Il trattamento aerobico opera attraverso l’azione di batteri che, in presenza di ossigeno, trattano gli agenti inquinanti contenuti nei reflui. AUSTEP esegue trattamenti aerobici delle acuqe reflue tramite i processi Double Treat® e SBR®.

 

Double Treat®


Il sistema è robusto ed affidabile per garantire stabilità al processo depurativo anche nelle condizioni più critiche.

Vantaggi

  • Compattezza anche per alte portate
  • Compattezza per elevati carichi di COD
  • Facile revamping dell’esitente
  • Installazione del flottatore al di sopra del reattore di ossidazione riduce gli ingombri
  • Semplificazione della linea fanghi grazie al preispessimento del flottatore (fanghi al 3-4 % di secco)
  • Maggior controllo del processo e maggiore affidabilità

 

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SBR®


Gli impianti SBR® necessitano di un sistema di agitazione ed aerazione efficiente ed antintasamento, vista la compresenza del processo di sedimentazione nel medesimo bacino.
Austep applica i sistemi di aerazione e miscelazione di tecnologia Invent, che garantiscono elevata efficienza di trasferimento dell’ossigeno e bassi consumi energetici.
(Tali sistemi possono operare sia come mixer/aeratori che come semplici mixer).

Vantaggi

  • Elevata compattezza e flessibilità
  • Elevata efficienza depurativa dei composti refrattari
  • Completa automazione dell’intero impianto
  • Assenza di bulking
  • Assenza di pompe di ricircolo e minor consumo energetico

AUSTEP utilizza per i propri clienti le più avanzate tecnologie di trattamento, impiegando soluzioni flessibili e modulari. Nel processo anaerobico il cuore del sistema è l’utilizzo di batteri in assenza di ossigeno per degradare la sostanza organica a CO2 e CH4 (biogas).

Limitandosi al trattamento degli scarichi industriali o acque reflue industriali, i vantaggi che presenta rispetto ai processi aerobici sono notevoli e si possono così riassumere:

  • bassa produzione di fanghi
  • basso consumo di energia meccanica (non è richiesta l’aerazione)
  • basso consumo di nutrienti
  • produzione di metano (energia) e relativa compensazione delle emissioni di CO2
  • carichi volumetrici notevolmente superiori a quelli dei processi aerobici (anche di un ordine di grandezza) e quindi costi di impianto che possono essere inferiori ai processi aerobici

 

La bioconversione anaerobica non solo consente una produzione netta positiva di energia, ma ha un effetto positivo nelle riduzioni dei gas serra (CO2). Ciò assicurerà sempre di più, ed in modo davvero intensivo, lo sviluppo in futuro dei processi anaerobici di trattamento delle acque reflue industriali e delle matrici organiche in generale.

Reflui alimentabili al trattamento anaerobico

  • Industria alimentare in genere
  • Industria dolciaria
  • Distillazione di alcool
  • Birreria
  • Bevande analcoliche
  • Caseifici e lattifici
  • Lavorazione del pane
  • Succhi di frutta
  • Lavorazione cereali e lievito
  • Fabbriche di cellulosa e cartiere
  • Industria chimica
  • Industria farmaceutica
  • Macellazione e confezionamento carne
  • Concerie
  • Lavorazione amido e patate
  • Zuccherifici
  • Percolato da discarica
  • Reflui domestici (a clima temperato)

AUSTEP progetta e realizza sistemi efficienti e affidabili di flottazione per la chiarificazione dei reflui.
Il sistema di flottazione viene utilizzato per la rimozione di solidi sospesi, oli e grassi dai liquami, oltre che per la separazione e la concentrazione di fanghi.

Le principali componenti di un sistema di flottazione, oltre alla vasca di flottazione vera e propria, sono:

  • la pompa di pressurizzazione
  • l’impianto di iniezione dell’aria
  • il serbatoio di ritenzione ed il regolatore di pressione

 

La vasca di flottazione vera e propria può essere a pianta rettangolare (EagleDAF) o circolare (A DAF), con un dispositivo di rimozione superficiale dei solidi flottati ed ispessiti.

AUSTEP è rivenditore esclusivo per il mercato italiano nel settore industriale dei sistemi di aerazione e miscelazione di tecnologia INVENT (www.invent-uv.de).
Questi sono sistemi esclusivi per la loro capacità di combinare entrambe le funzioni di aerazione e miscelazione in un unico sistema flessibile, robusto ed efficiente.
Le due versioni, con motore esterno (HYPERCLASSIC®) e sommerso (HYPERDIVE®), coprono la richiesta per ogni necessità, in particolare quando si rende necessaria l’installazione con impianto in marcia.

Vantaggi

  • Elevata efficienza di trasferimento dell’ossigeno
  • Assenza di fouling delle membrane / aerosol e dispersione termica
  • Miscelazione non vincolata all’aerazione
  • Risparmi energetici e bassi costi gestionali

 

Applicazioni

  • Vasche a fanghi attivi
  • Nitro/denitro
  • Digestione fanghi
  • Equalizzazione

AUSTEP propone una soluzione sicura ed efficiente per la rimozione dei solidi sospesi. AqUAFilter è un filtro a sabbia continuo autopulente di grande efficienza, grazie all’elevata altezza del letto filtrante.

La filtrazione avviene su un unico letto di sabbia. L’acqua alimentata attraversa il letto con flusso ascendente e viene scaricata in superficie. La sabbia si muove controcorrente rispetto al flusso in alimentazione, continuamente aspirata dal fondo e trasportata con un air-lift al lavatore in testa al filtro, dove viene purificata e da cui ricade in cima al letto filtrante. Il letto di sabbia viene completamente lavato 3-4 volte al giorno per garantire una costante efficacia di trattamento. L’acqua di contro lavaggio è circa il 5-10% dell’acqua influente, regolabile con apposito sistema.

La filtrazione in continuo consente di operare senza volumi di stoccaggio o sovradimensionamenti. Il consumo energetico complessivo risulta ridotto poiché i filtri operano a pressione atmosferica.

 

Le applicazioni tipiche di questo filtro sono:

  • chiarificazione acque di superficie
  • potabilizzazione
  • filtrazione primaria acque reflue/civili industriali
  • trattamento terziario acque reflue/civili industriali
  • chiarificazione acque di raffreddamento industria metallurgica
  • denitrificazione
  • rimozione alghe
  • pre-trattamento per impianto di ultra-filtrazione

Il FENTON è un trattamento di ossidazione chimica, che risponde alle esigenze di depurazione di reflui non trattabili biologicamente, quali ad esempio quelli altamente tossici o inorganici.

La tecnologia FENTON si applica per il trattamento di diversi scarichi industriali contenenti composti organici tossici, quali fenoli, formaldeide, coloranti, pesticidi, additivi plastici, ecc. Essa si basa sulla elevata reattività del radicale ossidrile, che si forma in condizioni controllate di pH e temperatura, a partire da acqua ossigenata e ferro.

Perché il trattamento sia efficace e stabile, occorre che il processo venga messo a punto con prove di laboratorio su campioni rappresentativi delle acque reflue da trattare.

Vantaggi

  • Distruzione dei composti organici
  • Riduzione della tossicità
  • Migliore biodegradabilità
  • Rimozione del colore e degli odori

 

Applicazioni

  • Come pretrattamento di reflui a forte concentrazione di sostanze recalcitranti, a monte di un biologico
  • Per il trattamento di scarichi di sviluppo pellicole cinematografiche e/o radiografiche
  • Come pretrattamento per la rimozione dei tensioattivi ad elevata concentrazione

Alcuni composti organici presenti nelle acque reflue sono causa di odori molesti e a volte sono nocivi; si tratta di sostanze organiche volatili (VOC), che si sviluppano ad esempio in condizioni scarsamente ossigenate (anossiche) o sono dovute alla presenza di sostanze volatili, quali solventi.
Normalmente la presenza di tali molecole è elevata nelle acque in arrivo ad una stazione di trattamento (vasca di equalizzazione) e in presenza di fanghi non ossigenati, mentre risulta assente a valle di un impianto biologico di depurazione.

 

In funzione della natura delle molecole odorigene si possono impiegare trattamenti diversi, quali filtrazione su biofiltro, filtrazione su colonne a carbone attivo o ozonizzazione.
Il primo è adatto alla rimozione di molecole organiche non pericolose, tipiche delle acque reflue civili o dell’industria alimentare, mentre il secondo eil terzo si rendono necessari se le molecole odorigene sono di natura pericolosa (es. solventi alogenati) o con soglie olfattive particolarmente basse (es. mercaptani).

La scelta del trattamento viene ponderata dai processisti AUSTEP sulla base della natura degli inquinati e della qualità prefissata. Dimensionamenti e scelte progettuali tengono sempre in considerazione i fattori esterni, che fortemente influenzano l’efficacia della deodorizzazione, quali la temperatura, i volumi di ricambio necessari.

L’impiego della filtrazione su membrana (Micro-ultra-nano filtrazione e osmosi inversa) comporta la separazione di due flussi, un concentrato e un permeato.
Normalmente l’obiettivo della filtrazione su membrana è quello di ottenere una migliore qualità del permeato o di concentrare il più possibile, riducendo i volumi al massimo, la corrente che trattiene l’inquinante o il prodotto di recupero.
I campi di applicazione sono svariati; nel caso della depurazione si applicano normalmente a valle di un trattamento primario e/o biologico e hanno lo scopo di fornire elevata qualità all’effluente.

AUSTEP impiega da sempre tecnologie a membrana per il trattamento delle acque reflue, con applicazioni che vanno dalla concentrazione delle emulsioni oleose, alla filtrazione terziaria.
Il dimensionamento dell’impianto e la selezione delle membrane dipende dalla natura delle acque e dai requisiti di qualità dell’effluente. Alcuni aspetti importanti da valutare sono la variabilità della portata, la presenza di inquinanti che causano fouling chimico o biologico (ad es. elevate concentrazioni di calcio o di grassi), la presenza di molecole aggressive che possano danneggiare la membrana.

Ogni aspetto viene valutato accuratamente nello sviluppo del progetto e nella predisposizione dello schema di trattamento, senza tralasciare i costi di esercizio e la destinazione del concentrato.

AUSTEP progetta e applica impianti di filtrazione a membrana per diversi scopi di separazione ed utilizzo delle acque. Gli impianti sono integrati nel processo produttivo e/o nella depurazione, a seguito di una completa analisi costi/benefici.

Vantaggi

  • Convenienza economica rispetto ad altre tecnologie
  • Recupero di un concentrato/permeato con un valore aggiunto

 

Applicazioni

  • Pre-trattamento per le acque di approvvigionamento
  • Trattamento delle acque in entrata alle linee produttive
  • Trattamento di finissaggio delle acque di scarico per il riuso

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