Meno CO2 e più metano

Meno CO2 e più metano,in Italia l’impianto pilota contro il «global warming»

Catturare anidride carbonica per produrre metano. A Troia, in provincia di Foggia, è in funzione da due mesi uno dei tre impianti pilota realizzati in Europa nell’ambito del progetto Store&Go che fa parte del programma Horizon 2020 finanziato dall’Ue. Bruxelles ha obiettivi avanzati sul piano ambientale ed energetico, che pongono la Ue tra i leader a livello mondiale. Gli altri impianti si trovano in Svizzera e in Islanda. Il gruppo Bfp di Bari ha gestito e sviluppato il progetto in Puglia.

«Troia è uno snodo fondamentale di energia — spiega Gianni Francese, project manager di Bfp per l’impiantistica meccanica ed elettrica —. Il Foggiano è un’area ricca di energia prodotta da impianti eolici e fotovoltaici. Qui si produce più energia di quanto non abbia bisogno la Puglia». E poiché ancora non si riesce a stoccare l’energia in eccesso prodotta dalle fonti rinnovabili, l’impianto permette «di riutilizzare l’energia in più per produrre metano liquido». «L’impianto di Troia è composto da quattro apparecchiature — prosegue Francese —. Un elettrolizzatore che trasforma l’acqua in idrogeno utilizzando l’energia elettrica. Un captatore di anidride carbonica che recupera la CO2 dall’aria. Un metanatore che combina l’anidride carbonica con l’idrogeno producendo metano gassoso e acqua. E un’apparecchiatura per trasformare il metano allo stato liquido, cioè Gnl, che viene così stoccato in loco pronto per l’uso». In questo modo l’eccesso di energia prodotta dalle fonti rinnovabili può essere conservato sotto forma di metano liquido. «Dobbiamo valutare l’efficienza, i consumi e le rese per lo sviluppo su scala standard. Partendo da un consumo di 200 chilowatt all’ora produciamo 4 chili di idrogeno, 20 chili di CO2 e 8 chili di metano all’ora», spiega Francese. Il progetto ha come partner il Comune di Troia, che ha messo a disposizione il sito su cui sorge l’impianto, ed è il frutto di una collaborazione tra aziende europee: la francese Atmostat, la svizzera Climeworks Ag, le italiane Hysytech (Torino) e Bfp.

https://www.corriere.it/digital-edition/CORRIEREFC_NAZIONALE_WEB/2018/12/23/32/pmeno-co2-e-piu-metanop-pin-italia-limpianto-pilota-contro-il-global-warmingp_U3080648330560t2E.shtml?refresh_ce-cp

L’impianto mangia CO2 arriva in Italia: produrrà metano

Climeworks, il “mostro mangia CO2“, arriva anche in Italia. Stiamo parlando di un impianto pilota commerciale per la cattura dell’anidride carbonica dall’atmosfera, messo a punto da un’omonima azienda svizzera, che dopo a Zurigo e l’Islanda (Hinwil) ha conquistato Troia, comune della provincia di Foggia.

L’impianto raccoglie il biossido di carbonio (CO2) dall’aria e lo accoppia all’idrogeno (H2) prodotto in modo rinnovabile per produrre combustibile (metano) con poca se non nessuna aggiunta di CO2 nell’atmosfera.

L’impianto di Troia è stato completato a luglio ed è entrato in funzione questa settimana, nell’ambito del progetto STORE&GO, parte del programma Horizon 2020, finanziato dall’Unione Europea. Tra i partner dell’iniziativa figura anche il Politecnico di Torino.

In Svizzera la CO2 raccolta è immessa in alcune serre nelle vicinanze dell’impianto, quelle dell’azienda Gebrueder Meier Primanatura, fungendo da “fertilizzante” per le piante.

Il secondo impianto in Islanda invece trova casa in un’installazione geotermica che rilascia CO2 di origine vulcanica. L’impianto cattura quel carbonio e lo inietta nuovamente nel terreno, dove reazioni minerali aiutano la CO2 a legarsi al basalto, immagazzinando il gas sotto forma di roccia.

Il nuovo impianto italiano, che funzionerà per oltre 4000 ore nei prossimi 17 mesi, (meno di 8 ore al giorno), nasce per catturare CO2 e trasformarla, combinandola con altri gas, in metano da usare come combustibile per veicoli oppure per sistemi di accumulo che consentano di massimizzare lo sfruttamento delle risorse rinnovabili (eolico e fotovoltaico).

 

 

“Il nostro nuovo impianto è composto da tre collettori DAC che usano l’ultima tecnologia di Climeworks e richiedono meno energia rispetto all’impianto che abbiamo installato a Hinwil. L’impianto filtrerà fino a 150 tonnellate di CO2 dall’aria all’anno. Contemporaneamente, un elettrolizzatore alcalino (1,2 MW) genera localmente 240 metri cubi di idrogeno rinnovabile all’ora sfruttando l’eccesso di energia fotovoltaica in loco. La CO2 catturata e l’idrogeno rinnovabile sono quindi metanati cataliticamente (un processo chiamato Power-to-Gas) in reattori modulari dalla società francese Atmostat. Il metano viene quindi liquefatto e usato per alimentare camion a gas naturale“, si legge in una nota stampa.

“Passare alle rinnovabili è un passaggio obbligato per raggiungere un’economia a emissioni zero e limitare il riscaldamento globale entro i limiti di sicurezza. L’adozione completa delle energie rinnovabili sarà possibile solo con un sufficiente accumulo di energia in grandi volumi, che al momento scarseggia in Europa. Tuttavia, poiché l’Unione Europea prevede di usare il 43% delle energie rinnovabili entro il 2030 e il 50% entro il 2050, è sicuramente necessario un maggiore stoccaggio di energia”, sottolinea Climeworks.


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